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Attacchi informatici. 2 aziende italiane su 3 si sentono a rischio

due terzi delle aziende italiane hanno paura di un attacco informatico

Un sondaggio di Proofpoint rivela che le aziende italiane siano sempre più intimorite dagli attacchi informatici, evenienza per la quale molte si reputano comunque preparate.

Posto che la cybersecurity sia ormai una priorità per la maggior parte delle imprese, molte continuano a non investire abbastanza.

Proofpoint ha pubblicato il secondo report annuale Cybersecurity: The 2023 Board Perspective, che analizza la percezione dei consigli di amministrazione in merito alle minacce globali e ai rischi informatici, al livello di preparazione per mitigarli e all’allineamento con i CISO.

I risultati rivelano che il 67% degli intervistati in Italia si senta a rischio di un attacco informatico materiale, un dato in aumento rispetto al 60% del 2022. Migliora, invece, il livello di preparazione, benché il 39% dichiari di sentirsi impreparato ad affrontare un attacco mirato.

Questi cambiamenti possono riflettere la costante volatilità del panorama delle minacce, tra cui le persistenti tensioni geopolitiche e l’aumento di attacchi ransomware e quelli rivolti alla supply chain.

L'intelligenza artificiale è un rischio

L’IA generativa è vista dai consigli di amministrazione con un misto di attenzione e fiducia. Nonostante la forte presenza mediatica di strumenti come ChatGPT, il 39% dei dirigenti italiani intervistati considera questa tecnologia emergente come un rischio per la sicurezza della propria organizzazione. Si tratta di un dato significativo, ma inferiore a quanto registrato a livello globale, con una percentuale che ha raggiunto il 59%.

Una priorità senza budget

Il 75% degli intervistati italiani considera la cybersecurity una priorità e il 71% ritiene che il proprio consiglio di amministrazione comprenda i rischi informatici da affrontare, ma solo il 57% afferma di aver investito adeguatamente nella cybersecurity. Solo il 39% ritiene la propria organizzazione non ancora pronta a far fronte a un attacco nei prossimi 12 mesi, rispetto al 52% del 2022.

Consigli di amministrazione e CISO mostrano preoccupazioni diverse riguardo alle principali minacce. Per il board, malware, ransomware, compromissione degli account cloud e attacchi DDoS sono le principali preoccupazioni. I CISO italiani, invece, temono soprattutto attacchi alla supply chain, malware e frodi via e-mail/BEC.

Il fattore umano è la chiave

I dirigenti sono tendenzialmente allineati ai CISO per quanto riguarda i rischi legati a persone e protezione dei dati. Circa la metà dei consigli di amministrazione e dei CISO italiani concordano sul fatto che l’errore umano sia il rischio maggiore ed entrambi condividono livelli di fiducia simili nella capacità di protezione dei dati della propria organizzazione.

Maggiore consapevolezza e cultura della sicurezza, budget più elevato e competenze di cybersecurity sono i primi tre obiettivi dei consigli di amministrazione. Il 45% dei dirigenti italiani ha dichiarato che la protezione IT della propria organizzazione trarrebbe beneficio da una maggiore consapevolezza e cultura della sicurezza tra i dipendenti. Il 37% desidererebbe un budget più ampio per la cybersecurity.

Le interazioni e le relazioni tra consiglio e CISO devono migliorare. Solo il 55% dei dirigenti italiani afferma di interagire regolarmente con i responsabili della sicurezza. Nonostante questo, consigli di amministrazione e CISO sono generalmente allineati quando interagiscono, con il 67% dei dirigenti che afferma di avere una visione d’insieme con il proprio CISO.

La responsabilità personale continua a preoccupare, sia i consigli di amministrazione che i CISO. Il 63% dei dirigenti ha espresso preoccupazione per la responsabilità personale in seguito a un incidente di cybersecurity nella propria organizzazione, confermata anche dal 53% dei CISO.

 Le parole di Ryan Kalember, Executive Vice President of cybersecurity strategy di Proofpoint

«I risultati del nostro report mostrano come la preoccupazione di subire un attacco informatico sia ben presente anche a livello di consiglio di amministrazione, evidenziando come tradurre una maggiore consapevolezza in strategie di sicurezza efficaci che proteggano persone e dati resti ancora una sfida complessa da affrontare.

Lo sviluppo di relazioni ancora più forti tra consiglio di amministrazione e CISO sarà fondamentale nei prossimi mesi, in modo che entrambi possano avere conversazioni più significative, assicurandosi di investire nelle giuste priorità.

I membri dei consigli di amministrazione stanno prendendo sul serio le questioni di cybersecurity, dimostrando di non farsi illusioni sui rischi umani e sull’impatto che le minacce cyber hanno sul bilancio di un’azienda. Stanno facendo passi avanti nelle relazioni con i responsabili della sicurezza, comprendendo come una solida collaborazione sia più che mai fondamentale.

Ma non è il momento di compiacersi. I consigli di amministrazione devono continuare a investire in modo significativo per migliorare preparazione e resilienza aziendali. Questo significa impegnarsi per ottenere conversazioni ancora più profonde e produttive con i CISO, al fine di garantire che i dirigenti prendano decisioni informate e strategiche che portino a risultati positivi».

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