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Fonti di rischio sempre più complesse e interconnesse tra loro

rischi aziendali sempre più numerosi e complessi

I dati relativi all’indagine Global Risk Landscape 2023 realizzata da BDO rivelano che per i C-level nel mondo le fonti di rischio stiano diventando sempre più complesse e interconnesse tra loro.

BDO ha pubblicato i dati relativi all’indagine Global Risk Landscape 2023, svolta su un campione di 500 C-level in tutto il mondo. La ricerca si è concentrata sull’analisi del cambiamento di paradigma nella gestione del rischio, con i risk manager di tutto il mondo impegnati a comprendere e gestire i cosiddetti moltiplicatori di rischio, cioè i singoli fattori che si sovrappongono e si amplificano a vicenda con conseguenze distruttive e impreviste.

L’84% delle aziende intervistate dichiara che le fonti di rischio stiano diventando sempre più interconnesse e il 78% che il panorama globale dei rischi sia influenzato più dalle connessioni tra i rischi che dai singoli fattori di rischio.

Le interruzioni dell’operatività sono indicate come il maggiore moltiplicatore di rischi dal 13% del campione, seguite dai timori di recessione economica e cyberattacchi.

Lo studio ha evidenziato che, dal punto di vista delle procedure aziendali, rimangono ancora ampi margini di miglioramento. Solo il 32% delle aziende del campione ha condotto audit per identificare i moltiplicatori di rischio. Il 55% ha condotto un’analisi dei rischi che include l’effetto moltiplicatore e il 54% ha implementato strategie per affrontare i principali moltiplicatori di rischio.

Il 75% degli intervistati ritiene che il climate change costituisca un rischio nel breve termine per le organizzazioni, mentre il 69% pensa che riguardi maggiormente il lungo termine. La cyber security viene vista dal 74% del campione come la priorità numero uno per quanto riguarda la protezione dai rischi che possono colpire un’organizzazione e per l’83% degli intervistati l’intelligenza artificiale costituisce un’opportunità per il business.

Tra i manager europei, l’86% del campione ritiene che i rischi per le aziende stiano diventando sempre più interconnessi e complessi e il 78% che lo scenario di rischio sia caratterizzato più dalle interconnessioni tra le fonti di rischio che da rischi singoli. Le fonti di rischio maggiori sono costituite dalle interruzioni alla supply chain, indicate dal 54% del campione, seguite dalle tensioni geo-politiche e dai rischi di conflitti armati.

«Il necessario cambiamento di paradigma nella gestione del rischio emerge con maggiore forza in un mondo caratterizzato da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità – afferma Stefano Minini, Partner risk & advisory services di BDO Italia – Questo scenario di crisi permanente e a molteplici fattori implica che le aziende debbano affrontare le diverse categorie di rischio in maniera aggregata e con un approccio multidisciplinare, piuttosto che in modo specifico e individuale. Anche il crisis management, inteso come la capacità di reagire tempestivamente ed efficacemente quando il rischio trova realizzazione, è diventata una priorità strategica essenziale».

«Il Global Risk Landscape sottolinea la presa di coscienza verso i rischi legati alla sostenibilità e al cambiamento climatico, con il 74% degli intervistati europei che si è dichiarato "abbastanza o fortemente" d'accordo sul fatto che il climate change sia un rischio significativo a breve termine e il 61% che lo considera un rischio importante nel lungo termine – afferma Carlo Luison, Partner Sustainability di BDO Italia – Inoltre, il fatto che il 75% dei manager europei dichiari di prevedere la realizzazione di piani e processi per gestire l'impatto del cambiamento climatico dimostra la serietà con cui viene affrontata questa minaccia, insieme agli altri rischi associati ai fattori ESG».

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