CSE Consorzio Servizi Bancari
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Il Gruppo CSE per il mercato bancario e finanziario
Il Piano Industriale 2025-2027 del CSE prevede un investimento, in innovazioni, per circa 110 milioni. Perché l’evoluzione normativa e i driver tecnologici continueranno a spingere la trasformazione del settore bancario
CSE, unitamente alle Società controllate, è leader nella fornitura di soluzioni end-to-end per il mercato bancario e dei servizi finanziari in genere, fornendo servizi di full outsourcing e Facility Management dei sistemi ICT, Business Process Outsourcing, Consulenza funzionale, normativa ed organizzativa, servizi di Call Center e di Help Desk, oltre a servizi e consulenze in ambito cyber security.
Il Gruppo CSE ha una rete relazionale di circa 150 clienti (Banche, SIM, SGR, Istituti di Pagamento e Società Finanziarie).
«Abbiamo un DNA bancario, essendo il Gruppo completamente partecipato da 22 Istituti Bancari, e non siamo semplicemente fornitori di servizi tecnologici, ma abbiamo l’anima funzionale ed ICT dei nostri clienti – riferisce il Dott. Vittorio Lombardi, Amministratore Delegato di CSE. Abbiamo un unico sistema informativo che, grazie alla modularità ed alle nuove architetture adottate, permette di fornire servizi ad intermediari con modelli di gestione molto diversificati, determinando elevate sinergie».
I driver tecnologici per crescere
La tecnologia utilizzata da CSE è una leva strategica decisiva per gli Istituti in quanto consente di: migliorare l’efficienza operativa, rafforzare l’analisi e la gestione dei rischi, elevare la qualità dei servizi, ma soprattutto, contribuisce a consolidare i rapporti con la clientela.
Negli ultimi dieci anni, gli investimenti in tecnologia delle Banche italiane sono molto cresciuti aumentando le risorse dedicate all’innovazione, producendo risultati concreti, con benefici anche sulla clientela rendendo, inoltre, i servizi bancari più accessibili nonostante la forte riduzione degli sportelli.
La compliance normativa, anche con il DORA
L’evoluzione normativa e i driver tecnologici continueranno a spingere la trasformazione del settore bancario.
Le Banche «grandi», grazie a maggiori risorse finanziarie e strutture organizzative più robuste, possono attuare progetti tecnologici difficilmente replicabili dagli operatori di minori dimensioni, che però possono utilizzare gli investimenti/servizi di un operatore come il CSE, che funge anche da demoltiplicatore dei costi.
Di fronte a queste elevate trasformazioni l’Unione Europea, nel Novembre 2022, ha adottato il nuovo REGOLAMENTO DORA (DIGITAL OPERATION RESILENCE ACT) che si riferisce espressamente ai servizi finanziari UE.
L’introduzione del Regolamento DORA richiede un cambio di paradigma nelle strategie di Resilience e Continuity operativa.
La crescente digitalizzazione dei servizi, la sempre più elevata sofisticazione delle minacce, la crescente cyber-criminalità, l’utilizzo di nuove tecnologie emergenti e campagne cyber internazionali, hanno fatto registrare un significativo aumento degli incidenti sia in termini di frequenza che di gravità.
Il CSE pone la massima attenzione, ed effettua elevati investimenti per contrastare le minacce cyber, monitorando anche svariate fonti informative esterne.
Il CSE effettua il Servizio antifrode per circa 1.000.000 di clienti con circa 110 milioni di eventi monitorati nell’anno.
La piattaforma antifrode di CSE utilizza l’AI per l’analisi dei comportamenti dei clienti ed innesca un Alert a fronte di anomalie, rivelando comportamenti sospetti nelle operazioni digitali dei clienti della Banca. La piattaforma antifrode attribuisce un punteggio di rischio alle singole disposizioni digitali che unitamente ad altri parametri statici, permette di creare delle regole antifrode atte ad intercettare possibili frodi elaborando anche Modelli Predittivi volti ad identificare preventivamente potenziali eventi fraudolenti.
110 milioni di euro in innovazione fino al 2027
La rivoluzione tecnologica sta ora entrando in una nuova fase, più rapida e profonda, trainata dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei big data per attività tipicamente bancarie, come la concessione del credito e l’area finanza.
Sapere integrare queste nuove tecnologie nei processi decisionali è sempre più determinante per la competitività.
Il CSE ha deliberato un piano industriale 2025-2027 che prevede un investimento, in innovazioni, per circa 110 milioni; il suddetto piano è imperniato su molteplici direttrici fra cui la Legacy Modernization, la Banca Omnicanale, il Credito e la Finanza.
I dati sono il vero patrimonio delle Banche ed elevata è l’importanza dei dati a supporto delle decisioni e l’Intelligenza artificiale e modelli statistici evoluti possono determinare molteplici cambiamenti nel modello gestionale degli istituti. CSE adotta e mette a disposizione, progressivamente, tutte le nuove tecnologie.
Nuove competenze per governare le tecnologie di frontiera
Un elemento cardine dell’elevata trasformazione in atto è l’evoluzione delle skill.
Nuovi know-how per governare le opportunità e le nuove tecnologie; realizzare soluzioni innovative ed efficaci ed ampliare le competenze per la gestione di progetti sempre più complessi, con team di lavoro sempre più strutturati, multifunzione ed ibridi (risorse interne ed esterne).
Il CSE si pone come obiettivo di avere una struttura con un know-how, ancora più elevato, efficiente, flessibile, in grado di gestire al meglio processi e clienti sempre più complessi ed anche motivata da un elevato senso di appartenenza.
«Siamo un punto di riferimento solido e strutturato; abbiamo la forza e la solidità finanziaria di un grande Gruppo con l’obbiettivo di essere protagonisti attivi della trasformazione in atto e di svolgere il ruolo fondamentale di demoltiplicare i costi per renderli più sostenibili, suddividendoli su una base ampia di clienti», conclude Lombardi.
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